Verginine


Verginine

 

Passeggiando per Lustrola e dintorni, sia nel borgo, sia nelle principali vie di comunicazione fino ai più reconditi angoli dei boschi, capita frequentemente di incontrare immagini della Madonna, entro nicchie scavate nei muri o ricavate sulle pareti esterne delle case, a protezione della famiglia e come segno di devozione, o contenute in piccole costruzioni di sasso lavorato dette anche “edicole”, con la cima a tempietto e all’interno immagini o sculture della Vergine Maria con il bambino Gesù in braccio, a testimonianza di un sentimento religioso comune e diffuso nella popolazione della montagna.

A volte collocate come punto di riferimento in un percorso, oppure costruite a ringraziamento per uno scampato pericolo, talvolta recanti scritte scolpite che invitano il passante a ricordarsi di “salutare la Vergine Maria”, o che richiamano la venerazione della Vergine con brani sacri o poetici.

Le edicole

Dal latino aedicula, diminutivo di aedes che indicava la casa e il tempio. Aedicula era quindi riferito ai piccoli tempietti o alle nicchie ricavate nelle pareti dei templi e delle case o negli angoli sporgenti degli edifici, e contenenti immagini dei lares, i numi protettori della casa. Con il diffondersi del Cristianesimo, le immagini pagane lasciarono il posto a quelle cristiane, in particolar modo all’immagine della Madonna, di Cristo e dei Santi più popolari.
Nel corso del Medioevo le edicole sacre erano erette lungo le strade, negli incroci, in punti di particolare importanza ed erano luoghi di riferimento nel percorso dei pellegrini che recitavano, di fronte ad ogni edicola, preghiere ed invocazioni.

 

Associazione Lustrolese Ca' Nostra

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